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Rai, il Tar conferma la bocciatura Agcom per dumping pubblicitario

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Rai perde il ricorso al Tar contro la delibera Agcom che intimava a Viale Mazzini di cessare le pratiche giudicate non trasparenti e discriminatorie nella vendita degli spazi pubblicitari.

Quella arrivata dal Tar Lazio non è per nulla una buona notizia per Viale Mazzini che si è vista bocciare nel suo ricorso contro la delibera con la quale l’Agcom ha sanzionato il servizio pubblico per dumping pubblicitario. Si tratta della delibera 61/20/CONS dello scorso febbraio con cui l’Autorità  – c’era la precedente consiliatura – aveva stabilito per Rai tutta una serie di obblighi fra cui una proposta di listino «che dia ragionevole evidenza delle modalità di costruzione dei prezzi di vendita degli spazi pubblicitari e degli sconti» e «uno schema di relazione, da inviare periodicamente all’Autorità».

La richiesta di sospensione cautelare avanzata dalla Rai (colpita nel contempo anche da una multa di 1,5 milioni da parte di Agcom per il mancato rispetto «dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo» all’interno di varie trasmissioni sulle tre reti generaliste) fu accettata dal Tar. Il Consiglio di Stato però, ad agosto ha ribaltato la situazione.

Si arriva all’oggi con il Tar che si esprime nel merito.

“In un paese normale – ha commentato su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi – se l’Autorità di garanzia sanziona l’azienda pubblica perché la coglie in fallo, l’azienda pubblica chiede scusa e subito torna a rispettare pienamente le regole. La Rai, invece, ha addirittura contestato l’arbitro ed ha perso. Ora sarebbe lecito attendersi le dimissioni di qualcuno in Rai, ma sarebbe lecito anche attendersi che le spese legali di questo inutile ricorso le pagassero di tasca propria i dirigenti che hanno deciso di ricorrere”.

Spettatore interessato il gruppo Mediaset, intervenuto in giudizio ad adiuvandum per opporsi all’accoglimento del ricorso.

Del resto sulla questione pubblicitaria Viale Mazzini e il gruppo di Cologno se le sono sempre date di santa ragione con Mediaset che più volte ha evidenziato come la pubblicità di una Rai che già beneficia del canone rappresenti una distorsione. Sul tema del dumping poi la battaglia ha assunto tratti molto accesi, con accuse rispedite dall’una all’altra parte.

Resta la possibilità per la Rai di fare ricorso in Consiglio di Stato. Il passaggio del Tar è però intanto andato a vuoto. E avvicina Viale Mazzini alla necessità di uniformarsi a quanto stabilito da Agcom. Pena la possibilità di sanzioni fino al 3% del fatturato (articolo 48 comma 7 del Tusmar).