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Rai, nomine ancora in stand by

Lunedì 11 non sarà il giorno delle nomine dei “super-direttori” a capo delle 9 direzioni di genere in cui sarà declinato il piano industriale Rai che ha avuto l’ok del Mise e anche la “presa d’atto” della Commissione di Vigilanza Rai.

A quanto risulta per i responsabili delle nuove 9 direzioni dei generi (Intrattenimento Prime-time; Intrattenimento Day-time; Intrattenimento culturale; Fiction, Cinema e Serie tv; Documentari; Ragazzi; Nuovi formati e Digital; Approfondimenti). ci sarà ancora da attendere. Del resto trovare la quadra a livello politico non è semplice. E dire che non avrebbe messo mano ai Tg l’ad Fabrizio Salini che però aveva fatto capire di essere in dirittura e che tutto era pronto per il Cda in programma l’11 novembre. Le segretarie erano state allertate per domani. Tutto rientrato.

Ci sarà tempo dunque per i passaggi in Vigilanza. Il 19 sarà il turno del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, a completamento dell’audizione di qualche giorno fa. E poi Fabrizio Salini potrà vedere i parlamentari ai quali aveva detto, comunicandolo al presidente Alberto Barachini, di non avere disponibilità sino a metà novembre almeno. Cosa ha deciso intanto la vigilanza?

Con l’Atto d’indirizzo la commissione rivolge alcuni inviti all’azienda. Nell’atto di indirizzo si invita, in particolare, il cda a precisare i tempi e le modalità dell’integrazione di Rainews24, Tgr, Rainews.it e Televideo in una unica testata multipiattaforma; a fornire maggiori dettagli in merito alla sostenibilità finanziaria del piano; ad avviare una riflessione su una maggiore internalizzazione della produzione nell’ottica del contenimento della spesa, con attenzione ai conflitti di interesse; si invita, inoltre, a riferire sull’attuazione delle risoluzioni e degli atti di indirizzo approvati dalla commissione. Il testo impegna, infine, il cda, con riferimento alla newsroom, a porre in essere ogni misura adeguata per non pregiudicare il pluralismo e impedire l’appiattimento dell’offerta televisiva secondo un’unica sensibilità.
E intanto l’ad Salini che in un convegno stamattina ha detto di aver ” sempre pensato che tra la Rai e la politica debba sussistere una giusta distanza per produrre valore sia per l’azienda pubblica che per chi vigila” ha ripreso il tema del canone e della quota di extragettito che la Rai non vede neppure.
Riporto testuale dall’ansa
“Il nostro canone è il più basso di
altri Paesi, la Rai è quasi riuscita ad azzerare l’evasione
grazie all’inserimento canone in bolletta, eppure come introiti
siamo ai livelli del 2013 quando l’evasione a 30%. Com’è
possibile tutto questo? Prima di tutto per la riduzione
dell’importo a 90 euro e alla Rai sono stati tolti 100 milioni
da extragettito. e un 5% forfettario”. Lo dice l’ad della Rai
Fabrizio Salini intervenendo al convegno “Una nuova Rai è
possibile. Riforma della governance per un’azienda indipendente,
organizzato dal vicepresidente della Commissione di Vigilanza
Rai, Primo di Nicola, in corso a Palazzo Giustiniani.
“All’azienda pubblica – aggiunge – arriva un euro su due di
quelli recuperati dall’evasione. Non chiedo assolutamente un
aumento del canone e sarei felice di essere messo nelle
condizioni di farlo ulteriormente scendere. Vorrei alla Rai
fosse dato quello che è della Rai“, anche, ha ricordato “di 90
euro, ce ne arrivano solo 74, 18