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La Lega scende in campo su Tim-Open Fiber. Rete unica solo se wholesale

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La nota viene battuta da AdnKronos e Ansa nel pomeriggio di venerdì. Non propriamente un giorno e un’ora ideale. Ma le parole del deputato leghista Alessandro Morelli sulle trattative che si stanno sviluppando sull’asse Tim-Open Fiber appaiono tutt’altro che banali. E, a mio parere, difficilmente derubricabili a presa di posizione estemporanea. Per vari motivi.

Innanzitutto per il mittente. Alessandro Morelli è un leghista di primo piano, molto vicino al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e presidente della Commissione Telecomunicazioni alla Camera. Insomma: chi nelle Lega è titolato a esprimere posizione per il partito in tema di Tlc.

Secondo: la Lega è partito di maggioranza, azionista forte del Governo gialloverde. Difficile che dalle parti di Telecom, ma anche di Cdp ed Enel che sono i due azionisti paritetici di Open Fiber – tutti e tre seduti attorno a un tavolo per discutere il da farsi come confermato giovedì – si possa trascurare quello che viene detto dal partito di Salvini. Non che quello che dice la Lega, come le posizioni dei partiti, abbino un impatto diretto e immediato, ma la politica gioca un ruolo di primo piano in partite come questa della rete unica. Non va dimenticato il peso del ministero dell’Economia in Enel e Cdp.

Terzo: la nota emessa così, in maniera estemporanea, sembra far emergere un salto di qualità da parte della Lega nel prendere posizione su un tema sensibilissimo. Su cui, dopo la conferma delle trattative a tre fra Tim, Enel e Cdp, il partito di Salvini si schiera in maniera netta. E, considerati i tempi di reazione, da apripista.

Quarto (o primo motivo, evidentemente, per importanza): nella nota di Morelli sono dettate le condizioni (della Lega e non sue personali se si prende per buono quello che ho appena scritto) per la rete unica. Che deve esser gestita da società non verticalmente integrata. Quindi, viene da dire, porta chiusa all’ipotesi di integrazione di Open Fiber in Tim che oltre alla rete ha anche servizi diretti al consumatore. Che magari al momento non è l’opzione favorita? Intanto la posizione della Lega è agli atti, anche se si parla – come si è parlato nelle note di Tim ed Enel di giovedì – solo delle reti in fibra.

Per chi non l’avesse letta, la nota di Morelli era la seguente: In riferimento all’Accordo di confindenzialità teso al confronto tra Tim e Open Fiber per l’integrazione delle reti, la Lega pone alcune necessità imprescindibili per valutare positivamente qualunque accordo tra operatori: la rete deve essere unica, nazionale e senza commistioni con i servizi da offrire al mercato”.