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Sky, il gruppo di Murdoch premia l’Italia (e la sua arte)

Per la parte italiana di Sky, quanto comunicato oggi è un riconoscimento non da poco. Il gruppo guidato da Jeremy Darroch, ormai un gruppo internazionale basato a Londra da 21 milioni di clienti e 8,5 miliardi di sterline di ricavi per il solo trimestre gennaio-marzo, ha scelto l’Italia, e Milano, come centro della sua prima iniziativa paneuropea. A Milano infatti nascerà il centro strategico per la produzione di contenuti dedicati all’arte e alla cultura. Prodotti pensati per il mercato internazionale e per tutti i mercati del gruppo nato dall’unione di BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia. Per una volta la peculiarità dell’Italia, che nasce dalla sua storia artistica e culturale, è stata riconisciyta a livello internazionale. Unitamente alla capacità produttiva. Che non è poco.

Di seguito l’articolo con cui ho anticipato la notizia sul Sole 24 Ore in edicola oggi, 27 maggio a pagina 14

Sky, a Milano l’hub per le produzioni culturali

Quello che sta per essere annunciato dal gruppo basato a Londra – e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare – è nei fatti il primo progetto paneuropeo della nuova Sky. Un’iniziativa che a Londra considerano come un chiaro risultato delle sinergie derivanti dall’unione delle tre Sky (BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia in Sky Plc) voluta da Murdoch e che avrà come teatro proprio l’Italia e in particolar modo Milano. È qui infatti che verrà creato ex novo un centro strategico di produzione che servirà tutti i mercati del gruppo per i contenuti dedicati ad arte e cultura. «Questa decisione – conferma al Sole 24 Ore Andrea Scrosati, Executive vicepresident programming Sky – testimonia di come il gruppo riconosca la professionalità che c’è nel nostro Paese in questo settore, unita alla capacità di saper tradurre in prodotto audiovisivo tutta l’energia che c’è nell’arte».Il nuovo Sky Arts Production Hub, che sarà quindi il punto di riferimento per la produzione di contenuti dedicati all’arte e alla cultura, sarà accompagnato da un investimento di 18 milioni di euro per i primi tre anni di attività. «Si tratta di una cifra – precisa Scrosati – che va ad aggiungersi a quanto già investiamo con Sky Arte Italia, disegnando così un impegno complessivo pari a circa 35 milioni di euro nel triennio, qui in Italia». Si parla, tiene a precisare il Vp di Sky, «di un investimento di tutto rispetto in un settore come quello della produzione dei contenuti dedicati all’arte e alla cultura». Fra i piani del gruppo Sky non c’è affato lo smantellamento delle produzioni locali su tema artistico e culturale. Ma sulla gran parte dei contenuti sul fronte artistico e culturale ci sarà una centralizzazione con fulcro a Milano. E qui, proprio in questo riconoscimento di una centralità nella produzione dei contenuti, sta quella che nel quartier generale di Milano viene considerata la vera vittoria per la branch italiana del gruppo (4,746 milioni di abbonati totali su 20,8 milioni della Sky “formato europeo” voluta da Murdoch nella seconda metà dello scorso anno). «Questa è la migliore dimostrazione – dice Scrosati – che aveva torto chi diceva che sarebbero state tolte risorse all’Italia con la nascita della nuova Sky». Il progetto che porterà alla luce lo Sky Arts Production Hub di Milano sarà accompagnato anche da misure al di fuori dall’Italia, con l’unione di Sky Arts 1 e Sky Arts 2 in Uk in un canale unico per il quale è previsto un incremento del 10% delle risorse a disposizione. In Italia Sky Arte continuerà dal canto suo nel solco di quanto fatto finora dal 2012. I numeri parlano di 142 produzioni originali dalla nascita a novembre 2012, accompagnate da oltre 100 eventi culturali e un “calendario dell’arte” che ha dato spazio a 3.500 appuntamenti culturali sul territorio italiano. «Si tratta di un piccolo canale – spiega Scrosati – ma che coinvolge direttamente e indirettamente 5mila persone e piccole ed emergenti società di produzione». Un indotto che da questa operazione avrà tutto da guadagnare.

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