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Ericsson e i dubbi del Ceo sulla disfida sulla net neutrality

“La neutralità della rete? Non dico né sì né no”. Una risposta “socialdemocratica” quella del presidente e Ceo di Ericsson Hans Vestberg oggi a Stoccolma in occasione del Business information forum 2014.

Una risposta “pilatesca” e su un tema estremamente caldo e importante, da parte dell’operatore leader nel settore delle infrastrutture di rete. La questione è delicata, si diceva. L’ex commissario europeo all’Agenda Digitale, Neelie Kroes, si è infatti scontrata con veemenza con le telco europee su una questione messa fra i punti prioritari del pacchetto conosciuto come “Single Market” o “Connected continent”.

La proposta – che necessità ora di altri passaggi normativi a livello europeo dopo aver ricevuto un primo placet la scorsa primavera – ha uno dei suoi punti chiave nella net neutrality: tutto il traffico internet deve essere trattato in eguale maniera, senza limitazioni. Il che appare come un principio universale difficilmente contestabile, ma che si scontra con la crescita impetuosa del consumo di video attraverso le reti mobili. E a voler guardare un altro aspetto della questione, la net neutrality va in qualche modo a precludere alle telco la possibilità di realizzare altri ricavi.

Ebbene, è in questo quadro che le parole del numero uno di Ericsson vanno lette e assumono importanza. E tutto sommato è difficile dare torto.

«Le persone tendono a semplificare su questo tema. Siete pro o contro? Ma non è così semplice e non è così che va affrontata la questione», precisa Vestberg. Aggiungendo che l’accesso di internet senza limitazioni a tutti è “da non mettere in discussione”. Ma le tecnologie, proprio loro in questo caso pongono un problema di non facile soluzione.

«Prendiamo per esempio le auto connesse. All’interazione attuale (fra conducente, service point o compagnia assicurativa e auto, ndr.) potrà aggiungersi quella fra le auto stesse.

«In un caso come questo, le auto commesse avranno bisogno di una connessione in qualche modo garantita”. Conclusione: “Serve a poco dirsi a favore o contro la neutralità della rete semplificando così”. Detto dal Ceo del leader di mercato.