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Il dilemma di Mediaset nella partita-scambio fra Vivendi e Telefonica

Si aggiunge un nuovo tassello nel complicato mosaico del riassetto delle tv (e pay tv) in Italia. Oggi un take di agenzie di Bloomberg ha rilanciato l’ipotesi che Vivendi valuti l’acquisto dell’11,1% di Mediaset Premium in mano a Telefonica, entrata solo a luglio nella pay tv del Biscione. L’idea è che Telefonica giri ai francesi anche questa partecipazione italiana, assieme al pacchetto di Telecom messo sul tavolo a margine dell’offerta monstre su Gvt. E poi che Vivendi possa puntare anche ad altre quote di Mediaset Premium.

L’ipotesi non fa una grinza. Un partita di giro. Non impossibile nel mondo finanziario, ma neanche così facile. A ogni modo ad avere l’ultima parola in questo caso è Mediaset, che gode di un diritto di prelazione. Telefonica – che a luglio ha raggiunto l’accordo con Mediaset per rilevare (per 100 milioni) l’11,1% della newco con le attività pay di Mediaset – a quanto si è appreso nei giorni scorsi ha un’opzione per uscire dal capitale entro sei mesi in caso di ingresso di nuovi soci. Mediaset avrebbe però l’ultima parola su questa come sull’altra eventualità: la possibile vendita della quota di Telefonica.

Qui prodest quindi? Se la Vivendi di Vincent Bollorè volesse proseguire nel suo intento, per Mediaset si porrà un’altra (l’ennesima negli ultimi tempi) alternativa: accogliere o mettersi di traverso? In fondo lo scopo del Biscione è  quello di imbarcare soci (e capitali), piuttosto che vedere investitori subentrare gli uni agli altri, per questa attività valutata 900 milioni di euro (proprio in base all’offerta di Telefonica), ma che ha accumulato milioni di perdite negli anni. Dall’altra parte, per invogliare gli investitori a investire (e non a scambiarsi quote) occorrerebbe mettere sul piatto soldi per ricomprarsi le quote. Ma se Vivendi fosse come sembra disposta a salire, difficile pensare alle barricate di Mediaset. Del resto Bollorè con Pier Silvio Berlusconi a luglio aveva parlato. E comunque, fuori dai confini c’è un colosso come «Sky Europe», frutto della fusione delle partecipate di Murdoch in Inghilterra, Germania e Italia, contro cui bisogna non perdersi in troppi fronzoli.