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Huawei e la sfida italiana sugli smartphone

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Con questo, la cinese Huawei punta a dare una spallata forte al mercato italiano degli smartphone. Ci riuscirà? Da vedere visto che Samsung e Apple mantengono le prime due posizioni nella classifica del market share. Però a marzo sul segmento smartphone il colosso con sede a Shenzen – e che in Italia ha un centro ricerche sul microwave a Segrate – Huawei ha raggiunto il 19,6% a valore e il 25,7% a volume quanto a quota di mercato. E sui prodotti da oltre 600 euro da inizio anno Huawei pesa per il 7% . Insomma, con P10 e P10 Plus Greenery e Dazzling Blue con rinnovate lenti Leica e nuovi colori, annunciati al World Mobile Congress lo scorso febbraio e ora arrivati in Italia, l’azienda cinese vuole scalare un gradino e diventare numero 2. Il costo è di tutto rispetto, ma l’azienda ha puntato sui materiali e sui colori. Nessuna esclusiva con gli operatori: si venderanno attraverso quel canale ma anche nei punti vendita più disparati.

Quindi riassumendo: a livello mondiale il 2016 per l’azienda cinese si è ciuso in crescita con un fatturato del gruppo che ha raggiunto i 75,1 miliardi di dollari (+32% rispetto al 2015). L’utile netto stabile a 5,3 miliardi di dollari. Il gruppo cinese lo scorso anno ha investito 11 miliardi dollari in ricerca e sviluppo. La divisione consumer ha distribuito 139 milioni di smartphone, con un fatturato di 25,9 miliardi dollari, in crescita del 44%. In Italia la divisione carrier networks e quella consumer sono più o meno appaiate. C’è da crescere sull’enterprise (soluzioni end to end). Così come c’è da crescere anche nelle forniture alle aziende. “Inizieremo a lavorarci”, mi dice Pier Giorgio Furcas, Deputy General Manager Consumer Business Group di Huawei Italia. Tutti avvisati.