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Agenzie di stampa, davvero nei Palazzi arriva “lo straniero”?

Le agenzie di stampa italiane si stanno preparando a una sfida sicuramente campale per il proprio futuro. A partire dalla seconda metà dell’anno i nuovi contratti di servizio per fornire i notiziari alla presidenza del Consiglio (e quindi girate ai ministeri),  saranno assegnati con bando di gara europeo.

I rappresentanti delle Agenzie di stampa torneranno con un loro parere davanti al ministro dello Sport con delega all’editoria Luca Lotti il prossimo 6 marzo. Oggi però l’incontro in Fieg cui hanno partecipato i rappresentanti delle stesse agenzie ha dato fumata nera. Quello che arriverà a Palazzo Chigi dovrebbe essere un sostanziale niet.

Breve cronistoria. Sul settore era piombata la Riforma con la direttiva di giugno 2015 con cui il governo aveva riorganizzato il settore e i meccanismi di assegnazione dei 36 milioni di euro annui alle agenzie. Fra i criteri previsti dalla direttiva: 50 giornalisti assunti, 3 sedi nazionali, 15 ore di trasmissione al giorno per sette giorni la settimana, 500 lanci giornalieri, abbonamenti a 30 testate, nonché alcuni specifici parametri economici. Il Tar del Lazio però ha accolto un ricorso del Velino, di fatto bloccando la Riforma. Fra i vari punti contestati, ci sono problemi legati al pluralismo.

Tornando al presente, nei giorni scorsi si è tenuto a Palazzo Chigi l’incontro tra il Ministro Lotti e e le agenzie di stampa nazionali per l’individuazione dei nuovi criteri per la stipula dei contratti di servizio. Qui è stata ufficializzata l’intenzione della gara alla quale potranno partecipare in teoria quindi, volendo, colossi del calibro di Afp, Ap, Efe e altri.

Alla quale però – si è capito dall’incontro di oggi – si risponderà con un più che probabile muro contro muro. Del resto, ci sono agenzie che hanno dovuto sostenere investimenti per mettersi in pari con i nuovi requisiti e l’hanno fatto. Questi investimenti chiesti da una riforma poi bocciata possono portare a richieste di danni al Governo? E in più: davvero si vuole aprire con bando ai colossi dell’informazione mondiale? Davide ha vinto contro Golia. Ma lo si ricorda ancora perché è stata un’eccezione. Non la regola.