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Industria 4.0, il supplizio di Tantalo e il Piano di Confindustria

Ancora una volta un rinvio. Dal Mise parlando delle difficoltà sopraggiunte nell’incrociare le agende di ministri, in particolare quella del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Di certo sembra un supplizio di Tantalo. Appena ci si avvicina all’obiettivo, sembra che ci sia qualcosa che spinge l’ostacolo sempre più in là. A ogni modo, la presentazione del Piano del Governo sul tema di Industria 4.0 – prevista per domani e annunciata da tempo dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda – non ci sarà. Se ne riparlerà a settembre. Altrettanto certo è che se sul tema non si deve perdere tempo anche per recuperare un gap con altri Paesi, ogni intoppo che rallenti la velocità d’attuazione rischia di essere una questione di non poco conto.

Proprio stamattina sul Sole 24 Ore è stata pubblicata la mia intervista al presidente di Confindustria Digitale Elio Catania che ha illustrato i punti chiave del Piano ideato da Confindustria Digitale e fatto proprio da Confindustria che lo implementerà in un’ottica di sistema. E’ l’unica via possibile” ha spiegato Catania nell’intervista. Alcuni suggerimenti potevano e potranno essere colti dal Governo il quale ha tra le frecce nel suo arco anche la possibilità di dialogare con una Confindustria che la priorità del digitale ce l’ha ben presente e che sul tema vuole fare la propria parte. Per ora, però, questo rinvio a settembre significa una cosa sola: bisognerà ancora attendere.

Di seguito riporto i punti chiave del progetto “Impresa 4.0 – Trasformazione competitiva digitale delle imprese e del Paese”, proposto da Confindustria Digitale e fatto proprio da Confindustria che ha proceduto a coinvolgere federazioni e associazioni territoriali.

OBIETTIVI

Portare le Pmi italiane ad allinearsi ai livelli di competitività e produttività europei, sostenute da distretti e filiere riprogettate in ottica digitale; far si che la manifattura, punta di eccellenza del nostro sistema economico, rinnovata e rivitalizzata in chiave Industria 4.0, passi dall’attuale 15% di contributo al Pil ad almeno il 20%, trascinando verso la crescita l’intero Paese.

Il progetto ha avuto un periodo di progettazione e ora è entrato nella fase esecutiva, identificando le leve strategiche di accelerazione:

  • Azioni verso il sistema delle imprese con focus su Industria 4.0
  • Proposte verso il mondo istituzionale

 

L’architettura si basa sui seguenti asset:

  • Trasversalità ai vari settori. Ad oggi partecipano 19 federazioni e associazioni di categoria (Anav, Anfia, Anie, Confindustria, Giovani Imprenditori, Piccola Industria, Confindustria Digitale, Csit, Farmindustria, Federalimentare, Federmacchine, Federmeccanica, Federtrasporto, Federturismo, Poste Italiane, Confindustria RadioTv, Reti d’Impresa Confindustria, Sistema Moda Italia, Ucimu)
  • Radicamento sul territorio. A oggi partecipano 10 associazioni territoriali: Ancona, Assolombarda, Belluno, Bologna, Brescia, Canavese, Napoli, Roma, Torino, Venezia
  • Digitale come fattore sistemico. Il coinvolgimento di Confindustria consente di lavorare in un’ottica sistemica per valorizzare sinergie, reti, filiere e distretti.
  • Partire dalle best practices presenti sul territorio
  • Formazione digitale su vasta scala di manager, imprenditori, dipendenti
  • Cura choc di incentivi finanziari per stimolare le Pmi a intraprendere percorsi di trasformazione digitale

 

Azioni verso il sistema delle imprese

 

  • Roadshow territoriale e focus group

Eventi di informazione e formazione per gli imprenditori e gli amministratori delle aziende di piccole e medie dimensioni. Per il 2016-2017 sono previsti 25 incontri sui territori, tra roadshow e focus group. Tra le città che si sono già candidate ad ospitare la prima fase del roadshow e a organizzare focus group ci sono: Ancona, Bari, Belluno, Bologna, Firenze, Ivrea, L’Aquila, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Rimini, Roma, Venezia, Verona.

 

  • Digital Innovation Hub

Valorizzare e mettere in rete i soggetti che già oggi sul territorio svolgono funzioni di valutazione tecnologica, manageriale e anche finanziaria dei progetti di innovazione delle imprese, puntando su partenariati pubblici-privati con imprese, università, centri di ricerca, enti locali e poli tecnologici. La prima rete di soggetti specializzati riguarda 6 città:  Milano, Torino, Bari, Venezia, Roma, Napoli. A seguire ci saranno: Belluno, Brescia, Canavese, Cosenza, Fermo, Parma, Pordenone …

  • Promozione di piattaforme di filiera e reti d’impresa 4.0

Il sistema produttivo italiano, costituito per il 99% da piccole e medie Imprese, non deve puntare a far diventare “4.0” solo i campioni nazionali (cosa evidentemente sufficiente in Paesi dalla struttura produttiva più concentrata come la Germania) ma anche sulla digitalizzazione delle reti e delle filiere, sviluppando così vere e proprie “Piattaforme di filiera/Reti di impresa 4.0”. E’ necessaria, cioè,  la digitalizzazione dell’intera supply chain che per sostenere gli sforzi d’innovazione delle singole imprese.

Per questo l’idea è quella di realizzare piattaforme digitali di filiera – anche sul modello delle reti d’impresa – che integrino le aziende riunite intorno ad ecosistemi tipici del Made In, come quelli della Moda, del Turismo e dell’Alimentare. L’obiettivo è far partire almeno 3 piattaforme digitali entro la fine del 2017.

  • Formazione continua di competenze digitali per i manager e per i dipendenti delle imprese
  • Varo di piani formativi dedicati al digitale attraverso l’attività dei fondi bilaterali. Fondirigenti: con plafond di 10 milioni di euro l’obiettivo è finanziare oltre 2.000 corsi per circa 25mila dirigenti. Fondimpresa: con un plafond di 30 mln di euro avviare alla formazione circa 75mila dipendenti in 5.000 corsi. C’è da tener presente che solo il 4% dei dipendenti formati nel 2015 con le risorse dei fondi interprofessionali hanno fatto corsi di informatica.
  • Quote digitali nei CdA. Una seconda linea di azione prevede la sensibilizzazione degli imprenditori titolari e dei Consigli di Amministrazione al tema della trasformazione digitale attraverso la realizzazione di apposite Linee Guida in cui raccomandare, fra l’altro, l’inserimento di almeno 1 consigliere esperto digitale nei CdA, l’inserimento di una sezione su innovazione digitale nella relazione di bilancio; la realizzazione di specifiche raccomandazioni per i CdA sulla privacy e cybersecurity.

Proposte verso le istituzioni

  1. Agevolazioni e incentivi finanziari mirati per progetti Industria 4.0
  2. Forte presidio della regolamentazione sul Digital Single Market
  3. Partnership pubblico private per la realizzazione di piattaforme pubbliche
  4. Completamento delle infrastrutture di rete di comunicazione in banda ultralarga
  5. Progetti di formazione digitale per migliorare l’occupabilità