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Vertenza Accenture (#262acasa), in forte dubbio la presenza di BT al Ministero del Lavoro

Potrebbero essere schermaglie tattiche. O forse effettivamente le posizioni sono così lontane da non permettere un avanzamento (ma forse sarebbe meglio parlare di apertura) delle trattative. A ogni modo, a quanto risulta al Sole 24 Ore al tavolo convocato al Ministero del Lavoro per domani la costola italiana di British Telecom non sarà presente. Nessun commento da parte dell’operatore a questa notizia. Al ministero comunque l’incontro si terrà lo stesso. Quindi bisognerà attendere per un’eventuale diversa soluzione della situazione che vede coinvolti i 262 dipendenti del call center Accenture di Palermo, nato da una cessione di ramo di azienda di Bt del 2005. Bt Italia a luglio aveva comunicato la rescissione del contratto a partire da fine ottobre. Accenture ha così deciso di mettere in mobilità i dipendenti. Cosa avvenuta formalmente con l’invio delle comunicazioni ai dipendenti a fine ottobre

Di seguito un articolo sui problemi dei call center in Italia e uno sulla vertenza relativa ai lavoratori Accenture di Palermo

Call Center, 4mila posti a rischio

Bt-Accenture, incontro fiume ma è rottura con i sindacati (del 7 ottobre)Dal Sole 24 Ore del 7 ottobre

Rottura del tavolo delle trattative. Si è concluso così ieri un incontro fiume al Mise sulla vicenda che vede coinvolti Accenture, Bt Italia e i 262 dipendenti del call center Accenture di Palermo, nato da una cessione di ramo di azienda di Bt del 2005. Bt Italia a luglio aveva comunicato la rescissione del contratto a partire da fine ottobre. Accenture aveva così deciso di ribaltare la decisione sui lavoratori. Alla fine, l’incontro di ieri al Mise non ha prodotto i risultati sperati. Le posizioni fra aziende e sindacati sono risultate inconciliabili e il Mise per il momento ha gettato la spugna. Le due aziende (Bt si è detta disponibile a riassumere il 70% dei lavoratori e Accenture il 30%) avrebbero mantenuto le loro richieste: azzeramento degli scatti di anzianità, demansionamento, accordo tombale con i lavoratori e 36 mesi di garanzia sulla non apertura di procedure di licenziamento collettivo.  «Le aziende, e soprattutto Bt, non si sono mosse dalle loro posizioni, puntando a un accordo irricevibile», ha commentato Michele Azzola (Slc-Cgil). «Situazione inqualificabile, anche per l’assoluta assenza del Governo», ha aggiunto Salvo Ugliarolo (Uilcom-Uil). «Il Governo ci ha lasciati soli senza intervenire con autorevolezza nei confronti delle due aziende e questo ha determinato che Accenture aprirà le procedure di licenziamento collettivo della 223», ha dichiarato poi Giorgio Serao (Fistel Cisl). Ora è corsa contro il tempo per evitare i licenziamenti.

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